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Ilaria è tornata...puttana
Scritta da: Allorbert (8)

Ilaria, non la vedevo da 4 anni, si era trasferita in Basilicata per impegni di lavoro del padre, su da noi non era più tornata, fino agli ultimi giorni di agosto di quest’estate.
Era partita che aveva 14 anni, era una bambina, la ricordavo con gli occhiali e poco più alta di quelle delle sua età e piatta sia di culo e sia di tette…insomma una spilungona.
Mi chiama pochi giorni dopo ferragosto, è tornata su, però non al paese, ma ha preso una casa sulla riviera con la famiglia, mi invita a passare un giorno a mare con lei, mi dice che non conosce nessuno e che con la famiglia si annoia. C’è da premettere che quando era piccola, aveva una cotta per me, cosa normalissima visto che ero più grande di tre anni e quindi il fascino dell’età giocava dalla mia parte, ma io non l’ ho mai calcolata e prima che partisse sembrava proprio che si fosse rassegnata, quasi offesa di questo mio rifiuto.
Ultimi giorni di agosto, il tempo non è più bellissimo, decido di scendere in settimana, anche per beccarmi una giornata di ferie in più, arrivo a mare verso le dieci del mattino, suono alla villetta dei genitori, mi risponde la madre, mi dice che Ilaria è giù alla baia e mi sta aspettando. Torno in macchina e trovo parcheggio giù, cammino per la spiaggia quasi deserta, ma non trovo Ilaria, finchè non sento una voce dall’acqua che mi chiama “ehiiii” cosa vedono i miei occhi, una figa stratosferica alta con i capelli bruni mossi, ma soprattutto con due bocce da paura che si innestavano su un corpo mozzafiato, due gambe stupende e un culo ben rapportato alle sue misure. Uscendo dall’acqua per venirmi a salutare la guardo ancora meglio, è poco più bassa di me, insomma avevo di fronte una bellezza mediterranea alta 1 e 75, occhi marroni e grondante d’acqua, stupenda.
Attorno al nostro ombrellone non c’è nessuno, lei decide di prendere il sole, ma io ho troppo caldo, soprattutto dopo il viaggio in macchina, mi spoglio, la invito a farsi un bagno, ma lei preferisce restare sulla stuoia ancora un po’. Dopo dieci minuti esco dall’acqua, lei è sdraiata di spalle, per gioco mi getto sulle sue spalle per farle sentire il freddo dell’acqua sulla sua pelle ambrata riscaldata dal sole, lei si gira di scatto, mi prende a schiaffi e iniziamo a picchiarci amichevolmente rotolandoci sulla spiaggia, eravamo come due cotolette, decidemmo di andarcene in acqua. Dopo un po’ di scherzi anche in mare, ci fermiamo con l’acqua che ci copriva fino a mezzo busto, il mio sguardo non riusciva a distogliersi da quelle due tette stupende, iniziamo a parlare del più e del meno, fino a che non arriviamo all’argomento tempi passati, mi chiede “sei fidanzato?” io rispondo “no no non mi sono ancora fatto fregare” lei sorride ed esclama “ah allora come ti ho lasciato ti ho ritrovato, non sarai fidanzato ma le donne di certo non le disdegni” io rispondo “hai capito bene, come mi hai lasciato mi hai trovato” Ilaria allora con voce sommessa disse “allora sei rimasto sempre stronzo com’eri” io rido e chiedo “perché cosa ti ho fatto?” lei inizia a dire con tono canzonatorio “mazza di scopa mazza di scopa mazza di scopa” e alla fine della canzoncina disse “ti ricordi ora?” e io sempre ridendo “ma dai eravamo piccoli e poi si cresce e certe cose si scordano” e lei ancora “e ora come mi trovi?” e io sempre con il sorriso stampato in faccia “una mazza di scopa” e dopo una piccola pausa “ma con due tette da paura” lei sgrana gli occhi ed esclama “aaaah brutto porco, ora mi guardi almeno” io rispondo “bè ti guardo si, ma non credo che ti guardo solo io” lei incalza “si ma tempo fa il tuo sguardo per me era un giudizio importante, mi hai fatto sentire brutta per tanto tempo stronzo”.
Il sole era sempre più alto, nel mare qualche mamma con i bambini sui gonfiabili in lontananza, guardo Ilaria ancora col broncio per l’affermazione precedente “ma ti ho causato problemi con il mio comportamento?” la mia domanda la fece restare muta, con lo sguardo cercai di scostarla dalla sua situazione di silenzio, mi guardò e rispose “si te l’ ho detto mi sono sentita davvero brutta per tanto tempo, verso i 16 anni poi ricevevo i primi apprezzamenti dai ragazzi a scuola, sai com’è iniziavano a uscire queste” e fece segno con i due indici sulle sue bocce “io ero diventata ancora più timida di quanto già non lo fossi, ma quei complimenti mi accendevano il fuoco dentro e” non parlò più e abbassò lo sguardo, io chiesi “e?” sempre con lo sguardo basso continuò “e ho iniziato a concepire il sesso in modo strano, ero bloccata ma allo stesso tempo attratta tantissimo, insomma ho finito per ritrovarmi una notte nel letto a masturbarmi come una porca pensando a tutti quei complimenti e immaginavo di essere toccata e spogliata da tutti quei ragazzi” io rimasi di pietra, per quanto non entrassi in panico di fronte a nessuna situazione, non sapevo che dire, ma ero eccitato, volevo sapere di più, volevo sapere tutto, e per fortuna continuò “da quel giorno ho iniziato a masturbarmi sempre più, prima solo la notte, era diventato quasi un rito, poi a scuola, dopo l’ora di palestra, mi chiudevo in bagno e godevo a gambe aperte sul cesso come una maiala, poi anche il pomeriggio a casa quando ero sola, ho iniziato a scaricarmi film porno passando minuti e minuti sul divano a contorcermi e ad ansimare di fronte a due bei neri che sbattevano davanti e da dietro una biondina ululante, ero malata”. Abbassai anche io la testa, mi sentivo in colpa, ma allo stesso tempo ero eccitatissimo, la immaginavo con quelle lunghissime gambe aperte mentre si menava la fica e godeva a bocca aperta di fronte al televisore oppure nei cessi della scuola come una lurida puttana.
Presi un po’ di coraggio e le chiesi “non sei riuscita mai a superare questo ostacolo?” lei guardandomi continuò “non sono riuscita mai ad innamorarmi, vedevo un ragazzo che mi piaceva e desideravo il suo cazzo, ma non avevo il coraggio di farmi avanti, finchè” fece una pausa e riprese “non mi sbloccai l’estate scorsa” io ero interessatissimo, volevo che continuasse a parlare per ore, continuò “ero a Milano, ospite di una mia amica di chat, ci eravamo conosciuti su un sito di chat, prima ero entrata per condividere passioni musicali, poi fui attratta dalla sezione eros, non era niente di volgare, ma ci si scambiavano opinioni sull’argomento. Praticamente passavo le giornate li, parlavo con uomini di ogni età e donne, finchè non conobbi Pamela, una biondina di Milano di vent’anni che tra una chiacchierata e l’altra un giorno mi invitò a salire a Milano. Era luglio, avevo proprio bisogno di una vacanza, i miei mi vedevano strana, e accettarono per farmi distrarre. Arrivata alla stazione, mi venne incontro Pamela, piccolina con i capelli a caschetto e gli occhi grandi e verdi. Passata la giornata per Milano, alla sera uscimmo, Pamela mi portò in una casa in periferia con la sua macchinetta 50 e scendemmo davanti a un portone malconcio, Pamela bussò e aprì un ragazzo molto bello, alto e moro, ci fece entrare e mi ritrovai in un monolocale con un lettone per terra e tante luci sparse per tutta la stanza che andavano sul rosso e sul viola. C’erano sei ragazzi, Pamela si avvicinò al mio orecchio e mi disse che aveva organizzato tutto lei e che era secondo lei il miglior modo per svezzarmi, visto che aveva la mente da porca, era giusto che venissi sverginata da gran porca” era stupendo ascoltare tutto ciò, parlava e parlava e io annuivo soltanto o con la testa o con toni sommessi, la sua storia continuava “insomma mi ritrovai accerchiata da sei ragazzi che mi baciavano, mi leccavano e mi spogliavano, mi ritrovai mezza nuda e fui portata ala centro del lettone, mi fecero spogliare del tutto e iniziarono a leccarmi dappertutto con uno di loro che a turno veniva a farsi leccare il cazzo. Inutile dirti che dopo questo trattamento iniziarono a scoparmi a più non posso, a un certo punto mi ritrovai a far godere cinque cazzi contemporaneamente, due che mi sfondavano i buchi, uno che mi scopava la bocca e altri due cazzi tra le mani, mentre il sesto si scopava Pamela a pecora ai piedi del letto. Insomma rimanemmo li per due ore e mi sfondarono alla grande, e alla fine per completare la festa, mi riempirono di sperma il viso sborrandomi a turno” fece un sospiro “ecco” disse “ora sono una puttana, una grandissima puttana” si avvicinò lentamente a me e disse “ora scommetto che mi sceglieresti anche tra mille donne no?!” e così dicendo scese con la mano nel mio costume stringendo con violenza il mio cazzo che era durissimo e pulsante “ma guarda qua come siamo arrapati, mi vuoi scopare eh?!” mi chiese con tono provocatorio e iniziandomi a segare il cazzo “dove la trovi una troia come me, ho sempre voglia di cazzo, vorrei essere sfondata in continuazione da tanti cazzi diversi, non mi basterebbe più una gangbang di sei cazzoni, ne voglio di più” si fermò e chiese “e ora non ti piacerebbe scoparti una puttana come me, solo e soltanto per te?” attendeva una mia risposta, continuando sempre a segarmi il cazzo con lentezza “certo” risposi “che me la scoperei una troia come te” continuai “me la scoperei a vita, ti porterei in ogni luogo del mondo per farti scopare da ogni cazzo che tu voglia, ti scoperei nei posti più strani per farti eccitare di più, ti scoperei in un posto in cui ci possano spiare per far vedere agli altri quanto sei porca” lei sorrise sarcasticamente lasciando di segarmi il cazzo e disse “ti faresti in quattro per farmi diventare la più grande troia del pianeta se non ho capito male” risposi “se ti piace così tanto il cazzo te lo farei prendere in ogni luogo e a me piacerebbe godere del tuo godimento”. La situazione da essere bollente si era raffreddata, Ilaria mi guardò negli occhi e disse quasi con rabbia “di cambiare non sei cambiato, sei rimasto un porco, ma in più continui a non capire un cazzo di me” fece una pausa “io ti amo e non vorrei nessun altro se non te, vorrei condividere la mia lussuria con la persona che amo da tanto tempo e uscire da questo tunnel di sesso perverso” mi sentivo una merda, l’avevo trattata malissimo allora e ancora di più ora, la guardai negli occhi “io non so dirti se ti amo o no” dissi “non ho mai amato nessuno” e continuai “so solo dirti in tutta sincerità che mai come ora ho avuto il desiderio di fare sesso con una persona e se tu mi desideri da quattro anni e più allora forse potremmo provare, sarà il tempo a dire se funzionerà o se sarà solo sesso” lei sorrise sempre sarcasticamente “non riesci ad abbindolarmi, tu mi vuoi scopare e poi aggiungermi ai trofei, io farei sesso con te anche ora, mi attrai da impazzire, ma non voglio darti anche questa soddisfazione” non resistevo più, la volevo, la presi a me e inziammo a baciarci con le lingue che si intrecciavano vorticosamente nelle nostre bocche, eravamo attaccati con lei intrecciata con le gambe dietro la mia schiena e con il mio cazzo che sbatteva con forza sulla sua figa. Dopo il bacio andai dritto alla tette, mi intrufolai dentro, erano grandi ed erano sode, le leccavo, stupende abbronzate e salate, ero in estasi. Dopo poco mi blocca “voglio farlo per bene” mi disse “ troviamo un posto riparato sulla spiaggia”. Uscimmo velocemente dall’acqua, prendemmo due teli da mare e andammo dietro a un albero che dava su una discesa di sabbia, eravamo parzialmente coperti, chiunque si sporgeva un poco di più dal marciapiede del lungomare ci poteva benissimo vedere. Posizionati i teli ci avvinghiammo, dopo qualche bacio e dopo esserci strusciati per bene, Ilaria scese giù, mi slacciò il costume e ingoiò in un baleno il mio cazzo, era violenta, non lo faceva quasi mai uscire dalla bocca, cercava di farselo entrare tutto in gola e lo segava con veemenza. Io a vedere quelle tette non resistevo, volevo farmi fare una bella spagnola, lo dissi, lei senza staccarsi dal mio cazzo con una mano si slacciò il reggiseno e fece uscire quelle due bocce incredibili, erano perfette, grandi e sode, si tenevano su, una bella quarta tutta per il mio cazzo. Si inginocchiò e accolse il mio membro tra le sue tettone, spingevo come un matto, mi piaceva troppo, lei stringeva il più possibile le sue mammelle una contro l’altra per farmi godere sempre più, volevo venire così, scopandoli le tette. Era stupendo, sentivo che stavo per venire ma non riuscivo, finchè non la vidi negli occhi pieni di lussuria che mi fissavano senza sosta, sentii una botta fortissima attraversarmi tutta la schiena, le abbassai la testa verso il seno acchiappandola con violenza dai capelli e venni con fiotti violentissimi che la inondarono di sperma.
Ripulendosi il viso gocciolante, si tolse gli slip e rimase completamente nuda, mi prese con forza per i capelli e mi sbattè in faccia la sua bella fighetta curata. Iniziai a leccarle il clitoride per poi spingere con la lingua nella sua fessura che non vedevo l’ora di perforare, ero vorace, leccavo velocemente, la mia lingua era un trapano. Lei mugolava sempre più forte, credo che se ci fosse stato qualcuno all’altezza del nostro punto sul lungomare, avrebbe sentito tutto, infatti Ilaria si manteneva al mio capo spingendomi sempre di più verso il suo sesso e si contorceva sul telo finchè non venne mugolando e gridando da gran troia. Soddisfatta per l’orgasmo si alzò e mi fece stendere, prese il mio cazzo tra le mani che era a mezz’asta, lo iniziò a segare e disse “ora te lo faccio tornare duro duro così potrai scoparmi per bene” e così dicendo si fiondò nuovamente sul mio sesso facendomi un altro pompino da paura, era davvero una gran troia. Quando vide che il mio membro era durissimo ci sputò sopra e ci diede uno schiaffo posizionandosi a gambe aperta pronta ad accogliermi. Entrai in un sol botto e inizia a stantuffarla velocemente, le mie palle sbattevano con forza sul suo culo. Dopo poco presi le gambe e le alzai sulle mie spalle, mi avvinghiai alle sue cosce e inizia a scoparla con violenza, Ilaria godeva come una matta e gemeva ad alta voce in continuazione, non si conteneva più, più lei gemeva più io spingevo, finchè giunse all’apice e aprì improvvisamente le gambe, mi fece cascare sul suo corpo gaudente e mi urlò tutto il suo orgasmo nell’orecchio leccandomi poi lungo tutto il l’intercapedine. Dopo il suo orgasmo volevo cambiare, decisi di metterla a pecora e di continuare a scoparmi la sua figa grondante, entrai di botto anche da dietro e incominciai a sbattermela con tutta la forza che avevo, la cingevo per tenerla più ferma con il braccio destro, poi la lasciavo e andavo a toccarle le tettone penzolanti. Ero un treno, andavo sempre più veloce e diventavo sempre più violento, lei godeva ininterrottamente e io la sculacciavo continuamente, quasi con ritmo, a ogni sculacciata accentuava i suoi mugolii, che scopata.
Sentivo che stavo per venire, volevo godere al massimo e iniziai a scoparla ancora più forte, facendo intuire il mio godimento anche dalla mia voce. Ilaria capendo che stavo per esplodere, mi bloccò in tempo dicendomi “non venire non venire, voglio segartelo, voglio che mi vieni in faccia” e così dicendo velocemente io mi ritrovai in piedi con il cazzo sul punto di esplodere e lei inginocchiata pronta a farsi spruzzare da tanta calda sborra. Si mise a bocca aperta con la lingua da fuori guardandomi fisso negli occhi, con in mano il mio cazzo, lo segò appena tre volte e la riempii per tutto il viso, lo succhiò e lo segò per farmi uscire anche l’ultima goccia, mi aveva spompato.
Una volta finito e tornando a casa dopo un bagno rigenerante, mi chiese “spero che sia stata la tua scopata più intensa” io le sorrisi e risposi “sei davvero brava, sai far godere e godi anche come una matta, sei molto eccitante” lei soddisfatta sorrise e tornammo a casa sua.
Dopo il pomeriggio, partii in macchina nuovamente alla volta di Reggio, le promisi che ci saremmo rivisti prima che partisse, ma non ci vedemmo più, ci sentiamo qualche volta per telefono, mi chiama sempre lei. Se ci rivedremo spero di scoparla ancora, ma non credo che lei sia davvero innamorata, non credo anzi che sappia cosa sia l’amore, è una troia e basta, e la storia del trauma che le ho causato da piccola non la bevo, a lei piace semplicemente scopare perché è una puttana.

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