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Nata per amare
Come ogni estate, io e Andrea, portammo i nostri corpi, stanchi da un duro anno di lavoro, in una splendida località di vacanza. La voglia di divertirsi ci accomunava ogni momento dell'anno, ma in quel periodo di relax, ci concedevamo volentieri anche qualche piccola trasgressione. Avevamo preso una casetta sulla spiaggia lontano da occhi indiscreti, con un meraviglioso patio per romantiche sere al tramonto. Io e Andrea non eravamo più due ragazzini, ma col tempo il nostro desiderio sessuale non ci aveva mai abbandonato, e in vacanza davamo il meglio di noi. Una mattina, ci accorgemmo di uno strano fagotto appoggiato in un angolo del patio, pareva un vecchio sacco a pelo lasciato lì da qualche turista invadente, ma poi, guardandolo da vicino, ci rendemmo conto che era abitato da qualcuno ancora in preda al sonno. Andrea, coraggioso e anche un pò scocciato di quella presenza, scostò un lembo della stoffa, da cui scivolarono via dei lunghi capelli biondi lasciando intravedere un faccino pieno di rosse lentiggini. Due occhioni azzurri si spalancarono, e in un attimo un corpo ancora acerbo di donna, sgusciò via da quel fagotto informe. Indossava un micro perizoma e una maglietta troppo corta per essere chiamata così, ma non apparve per niente a disagio per il suo non abbigliamento, si preoccupò solo di sistemarsi i capelli e poi sfoderò un ingenuo sorriso. Disse di chiamarsi Elga, di essere di passaggio, di aver perduto il gruppo di amici con cui era partita, di essere rimasta a corto di soldi per permettersi un alloggio migliore di quello trovato durante la notte presso la nostra casetta. Andrea pareva ipnotizzato da quel visetto malizioso da Lolita, stranamente non si alterò, continuava a fissarla, forse anche un pò troppo. Decisi di prendere la situazione in mano, le offrii la colazione con noi e un accompagnamento al più vicino paese. Mangiò come un piccolo lupo, poi chiese di poter fare una doccia. Io continuavo ad osservare mio marito, sapevo benissimo quali fossero i suoi pensieri di maschio: una femmina così giovane che seminava ormoni impazziti intorno a lui, stava minando il suo equilibrio. Con una scusa gli chiesi di uscire, lui non protestò, si sentì quasi liberato da quel tormento con le lentiggini che stava trapanando il suo cervello. Nel bagno aleggiava un profumo di pelle giovane, l'odore del suo sesso avvolgeva ogni spazio, lei si muoveva consapevole del turbamento che aveva provocato in noi. Quasi con un atteggiamento di sfida nei miei confronti, poneva il suo corpo giovane a duello con il mio ormai maturo ma pur sempre desiderabile. Spudoratamente si sfilò l'accappatoio, palesando tutto il suo splendore, il seno piccolo e sodo con due magnifici capezzoli rosa, i fianchi generosi lasciavano intendere che non era poi una ragazzina, il pube era stato depilato ad arte da renderla ancora più appetibile. Si girò mostrando il suo culetto che sentiva ancora il richiamo del cielo, due glutei sodi e alti a formare un o perfetto. Continuando nella sua danza di seduzione si piegò simulando di raccogliere qualcosa, e lasciò che io intravedessi La sua fighetta aprirsi quanto basta perchè io potessi sentire un fremito lungo il mio corpo. Giocava sporco la ragazzina!! Adagiata sul divano, preoccupandosi di tenere ben in vista le sue grazie, mi chiese di aiutarla a snodare i lunghi capelli e mi porse la spazzola. avvicinarmi a quel corpo marmoreo mi creava un gran disagio, non avevo mai disdegnato i corpi femminili, avevo sempre fantasticato con Andrea del sesso con un'altra donna, ma quella pareva una ragazzina appena uscita dal liceo!!! Mi porse la spazzola, ed io, cercando di non incontrare la sua pelle cominciai a pettinarla. Avrei dovuto immaginare che un tipo così sfrontato non si sarebbe limitata all'esibizionismo e lo capiii quando le sue dita piccole e affusolate accarezzarono piano il mio viso, soffermandosi sulle labbra, insinuandosi curiose nella mia bocca, giocando vogliose con la mia lingua. Con un guizzo il suo corpo lasciò il divano e si pose davanti al mio, La sua lingua già stava sul mio collo, le sue mani fra le mie cosce, i suoi seni premevano contro i miei. i quei momenti la razionalità va veramente in vacanza, ed io lasciai gli impulsi liberi di agire. La feci sedere e la ammirai per alcuni istanti, volevo rubare con gli occhi ogni centimetro di quel magnifico corpo, le spalancai dolcemente le cosce, aprii del tutto quella pesca dolce e vellutata,profumava di primavera, voleva essere colta. Sapevo cosa volevo, e ancor prima di deciderlo, la mia bocca stava già gustando quel frutto caldo di sole, dolce e acidulo, frizzante e dissetante. La sua fighetta era miele e veleno, impossibile staccare la lingua da quel nettare, ma possibile morire dal desiderio di averla sempre!!!Il suo clitoride piccolissimo e rosa, si spingeva fuori per cercare stimoli sempre più decisi, io giocavo con le labbra, lo stringevo e lo lasciavo, lo succhiavo, lo bagnavo di calda saliva, per poi asciugarlo bene con la mia morbida lingua. La sentivo impazzire sotto a quei colpi, il suo corpo si muoveva come quello di un serpente, dovevo trattenerla con forza, le mie mani salde sui suoi fianchi, la mia bocca incollata su quella splendida figa!!!! Lei gemeva sempre più forte, i suoi dolci succhi mi inondavano la bocca, la sua pelle morbida e indifesa chiedeva dolore, ho affondato i miei denti ed ho stretto forte, il sapore dolciastro del sangue ha anticipato un fiume in piena che ha inondato il mio viso. Il suo orgasmo era inarrestabile, ho dovuto tenerla con forza in attesa che si rilassasse di nuovo, poi ci siamo baciate con calore e desiderio, lei si è rannicchiata accanto a me come un piccolo pulcino. La sentivo respirare affannosamente l'ho presa fra le mie braccia ed ho continuato ad accarezzarla. Lei si è girata sopra di me, ha infilato due dita fra le mie coscie, ha spinto forte senza fermarsi fino a che non ha sentito la sua mano bagnarsi, con le dita gocciolanti del mio sperma si è avvicinata alla mia bocca e me le ha fatte succhiare. Andrea non mi aveva mai fatto certe cose!!!! Stavo impazzendo, quella ragazzina era stupenda, la volevo ancora!!! La sua bocca stava già divorando la mia figa, le sue piccole dita spingevano contro il buchetto del culo. Anche il suo culetto voleva attenzione. ci posizionammo in un meraviglioso 69, ed io leccai quella rosellina acerba, la mia lingua non riusciva ad entrare in quella fessura troppo stretta, la insalivai per alcuni minuti poi provai ad infilarci il dito. Lei non aveva trovato gli stessi ostacoli, sentivo tutte le sue dita che mi stavano sfondando, spingeva dentro poi leccava di nuovo, poi entrava in figa, poi di nuovo nel culo, era una vera troia!!!! Avevo perso il senso del tempo, ma mi resi conto che Andrea era già tornato quando vidi davanti ai miei occhi il suo cazzo in tensione, spostò la mia bocca da quel culetto stupendo, l'afferrò per i fianchi, la sollevò davanti al suo cazzo e la penetrò con forza. era eccitatissimo, sembrava quasi un animale impazzito. In quella posizione lei non poteva assolutamente reagire, pareva una bambola sollevata per aria, sostenuta solo dal cazzo di Andrea. Sollevò la sua testa tenendola per i capelli e la spinse contro la mia figa ancora vogliosa.
-Leccala, piccola troia!
Scivolai sotto di lei, le diedi i miei capezzoli da succhiare, poi infilai la mia lingua nella sua bocca e ci baciammo slinguandoci come due lesbiche vogliose facendo ben vedere ad Andrea le nostre bocche affamate!!! Capii che stava vedendo da un ruggito animale che si sprigionò nel silenzio di quella strana mattina, sfilò il suo cazzo ancora duro e lo mise nella sua bocca per farselo ripulire, io ebbi un guizzo di gelosia, e volli farlo insieme a lei. Il sapore del mio uomo, il profumo ,di quella ragazzina erano un mix di erotismo e trasgressione, lasciai che i miei sensi chiedessero ancora piacere e insieme al mio uomo leccai di nuovo il suo frutto invitante, rubandoci il piccolo clitoride dalle nostre lingue, passandoci il suo dolce seme con le nostre bocche. Succhiammo le sue tette insieme, tenedo dentro la sua figa le nostre dita, Lei non smetteva mai di avere orgasmi, chiedeva e dava senza sosta, trascorremmo l'intera giornata a gustare il suo corpo, senza esserne mai sazi. L'indomani, al risveglio, al posto del sacco a pelo, nel patio, trovammo una piccola conchiglia ed un biglietto. Con un pessimo italiano si potevano capire queste parole:"Sono stata creata per dare piacere e per riceverlo. Grazie per l'ospitalità"

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